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venerdì 27 settembre 2013

The day before (the weekend)

Venerdì è una giornata particolare.
Sa di weekend, ma sei in ufficio. Magari ti vesti da casual friday, ma fino all'orario di uscita devi comunque fare il tuo lavoro.

Nel mio caso, pianifico il weekend via con Cody e il Nano, ma sono in ufficio. 

Oggi si sclera di brutto, il CapoPadre ha fatto piangere una l'ennesima collega, e mentre lei andava via dal suo ufficio con il magone, ha detto a voce neanche bassa "Questa qui non capisce un c****". E lei l'ha pure sentito. Dal canto mio, penso che CapoPadre si meriterebbe la lettera di dimissioni di tutti i dipendenti, lunedì sulla sua scrivania. Così capirebbe che non può davvero fare tutto lui, che almeno un po' ha bisogno di noi.

Il cielo è grigio, il nostro weekend via (in montagna? al lago? a Mantova? in Svizzera?) è minacciato dalla pioggia. 

Sto leggendo un libro apocalittico che mi assorbe completamente, questo. E fino a qualche mese fa non pensavo nemmeno che Stephen King potesse piacermi. Però questo libro mi sta assorbendo a tal punto che me lo sogno la notte. E a pagina 729, mentre mangiavo, ho quasi pianto.
Sto pensando di fare un post su quanto sia importante per me la lettura, quanto mi assorba fisicamente, per spiegare come mi fanno sentire i libri.
Comunque, forse è anche per via del libro che questo venerdì mi sembra così nero.

Oggi è venerdì, uno di quei venerdì che aspetti solo che finisca.

lunedì 23 settembre 2013

Post del lunedì

Già il lunedì è difficile. Già mi sono svegliata con un ritardo tale che più che uscire di casa sono scappata, quasi calandomi dalla finestra (mannaggia a quelli del sesto piano che mi rubano l’ascensore tutte le sante mattina). Quando poi al lunedì ha nulla o quasi da fare, il lunedì è mostruoso.

Così non facevo nulla. E pensavo.

Al lavoro, anche se sei in una megasuperipermaximultinazionale, c’è sempre un aspetto umano. Conosci i colleghi, i capi, chi ti sta intorno. E inevitabilmente ti affezioni. Non può essere che sia solo io a sentire questa cosa.

E quando lavori insieme a qualcuno, la sua vicenda personale, se la conosci, in qualche modo ti influenza. Per forza. Vero? 
Però, pensavo, se le vicende personali arrivano a essere così tanto condivise e vissute da chi ti sta intorno, da influenzare l’aspetto lavorativo, non è il caso di prendere un po’ di distanza dal lato umano? 
Cioè, che tu sia il mio capo, un mio collega o un mio sottoposto (si dice così? Che ne so, io non sono mai stata la superiore di nessuno, sul lavoro), se la tua storia personale arriva a non farmi lavorare bene con te, a non farti lavorare bene, oppure a influenzare l’umore di un ufficio intero, non è il caso di fare un passo indietro? 
Ecco, pensavo questo. 
Che tu puoi avere tutti i **** problemi di questo mondo, ma non pensare che anche gli altri non abbiano i **** loro.  Pensa invece che LORO ci provano, a non farteli pesare. E a lavorare comunque.
Sgrunt.

venerdì 20 settembre 2013

Venerdì pomeriggio

Pensiero di fine settimana.
Anzi, preghierina del 20 settembre.

Caro Gesù, potresti fare per favore che la prossima settimana, uno, almeno uno dei miei contatti mi risponda "Ma sì, certo! La vostra merce è proprio quello che cercavo, l'offerta è interessante, vorrei fare un ordine!" E magari poi faccia un bell'ordine, pagando puntuale e senza problemi?

Ecco, lo so che in giro ci sono un sacco di guerre, tanti bambini in difficoltà, uomini e donne che soffrono e meritano la tua attenzione mooolto più di me. Ma magari a qualche santo in Paradiso, un santo di quelli minori, tipo quelli che sul calendario non si vedono mai, avanzano cinque minuti. 
E allora magari mi esaudisce. 
No, perché io avrei un contratto in scadenza. 
E qui non si vende un piffero. Sai com'è... San Piripicchio, ci sei?
Se ti avanzano i famosi cinque minuti, ti chiederei anche di poter dormire un po', questo weekend. E di avere un paio d'ore per godermi la mia piccola famiglia, allegramente, senza pensieri. 

Ah, San Piripicchio dimenticato dai calendari, guarda che ogni tanto anch'io mi sento dimenticata. Mi sembra che la mia vita sia tutta scandita da cucinare-lavare-giocareconlemacchine-lavorarelavorarelavorare e sentirmi in colpa per tutto quello che non riesco a fare, ed è parecchio. Mi sembra di dimenticarmi di me stessa e degli altri. Mi sento brutta, grassa e cattiva.
Ma poi Bibi mi sorride e tutto torna bello. San Piripicchio, guarda anche tu com'è bello Bibi quando sorride. Vedrai che non ti senti più dimenticato.

PS: Lo so che sono logorroica. Non ho capacità di sintesi, me lo dicono sempre tutti. Ma sto cercando di accorciare i post. Così se qualcuno mi legge riesce ad arrivare in fondo senza addormentarsi.

Buon fine settimana

giovedì 1 agosto 2013

Un secondo ed era blog

“Amore?”
“…..”
“Amore?”
“…”
“AMOREEE!!”
“..dimmi”
“C’è una cosa che sto pensando. E vorrei dirtela. Ma forse è meglio non dirtela. O forse sì. Ma tu la vuoi sapere?”
“Ma cosa?”
“Quella cosa!”
“Quale cosa? Non me l’hai mica detta”
“Non so se dirtela, me lo devi dire tu. Cioè, io ti dico sempre tutto. Tu no, ma io a te dico sempre tutto.”
“?”
“Tu parli troppo poco per dirmi tutto. Io parlo tanto, e ti dico sempre tutto. Quasi.”
“…”
“Beh, vorrei dirtelo. Ma mi sento sciocca.”
“…”
“Sto pensando di aprire un blog”
“Aprilo”
“Non mi dici niente?”
“Beh, magari aprilo in incognito”
“Ovvio, nemmeno tu saprai il nome. Che non ho ancora deciso”
 “Però cerca di farci dei soldi”

Ecco, io apro un blog.